Storage

Mirror book. Storage

Elemento sempre caratterizzante di molti ambienti bagno è lo specchio. Sia che ci affacciamo ad esso per un’occhiata veloce, trascinati dalle incombenze, o che ci soffermiamo più a lungo, rappresenta il primo incontro della giornata e restituisce con sincerità il suo punto di vista.

Non mente mai circa una buona dormita o una notte d’inferno. E’ lui che ci guarda e ci aiuta, facendoci notare quel segno del cuscino, la sbavatura dell’eyeliner, una rasatura non proprio perfetta, che potrebbero compromettere una riunione di lavoro o un incontro galante. Lo specchio è però di solito un oggetto fisso, un immobile osservatore. Siamo noi, grazie alle nostre acrobazie che andiamo scovando e chiedendogli visione di altre parti di noi”.

È a questo che ha pensato l’architetto Michele Pasini del gruppo Storage quando ha progettato MIRROR BOOK che, richiamando la gestualità dettata dal libro, è pensato come uno specchio mobile, le cui pagine riflettenti, ruotando fino a 90 gradi, svelano punti di vista nascosti e inusuali. Sospeso e leggero, è ancorato alla parete solo mediante un braccio ed un perno in ottone cromato che lo sostiene qualche centimetro lontano dalla parete.

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